Non per distrazione. Avevo lanciato un agente, avevo quattro minuti davanti, e stare lì a guardare la barra mi sembrava uno spreco. Che in bagno ci fossi già stato l’ho capito con lo spazzolino in bocca.
In questi giorni gira un indice che misura quanto tempo perdiamo ad aspettare l’AI. Conta i minuti. Sta guardando la cosa sbagliata.
Nel 1987, in Peopleware, Tom DeMarco scriveva che nel flow non si entra premendo un interruttore: serve «una lenta discesa dentro l’argomento», quindici minuti buoni prima che lo stato si chiuda. A ogni interruzione la discesa riparte da zero.
Quindici minuti per arrivare sul fondo. Il tuo agente ti richiama su ogni cinque.
Ecco perché la sera sei stanco senza saper dire di cosa. Non hai lavorato otto ore: hai cominciato novanta discese e non ne hai chiusa una.
E restare ad aspettare non è un’opzione. Quattro minuti fermi davanti a una barra sono insopportabili, e sanno di spreco: hai appena comprato velocità, ti sembra assurdo stare a guardarla passare. Quindi risali, e vai a fare altro.
Quando l’agente riemerge col suo lavoro, tu non ci sei. Ci torni con la testa ancora sull’altra cosa, guardi trecento righe, riconosci la forma, approvi. Human in the loop resta scritto sul diagramma. Nel loop non c’è nessuno.
La parte che mi ha sorpreso, però, è un’altra, e sta tutta dentro quei quattro minuti.
Ho dieci cose che potrei farci. Passarle in rassegna, pesarle, sceglierne una: quel giro mi mangia metà dell’energia che avevo per lo slot. Poi vado a lavarmi i denti, che è l’unica cosa che posso decidere senza pensarci.
Il collo di bottiglia siamo noi, e resta nostro per quanto veloce diventi la macchina. Lei riparte a freddo a costo zero. Tu paghi la discesa, e prima ancora paghi la decisione.
Mi sono scritto un’app prototipo che quella decisione la prende al posto mio: a ogni attesa mi dice cosa farci, tarata sul tempo che ho davvero davanti. I quindici minuti restano persi. Ma allo slot ci arrivo con l’energia ancora in tasca.
Non ti costa aspettare. Ti costa scegliere. Novanta volte al giorno.
