Riflessioni

Il Rinascimentale
Sette posture davanti all’AI: Il Rinascimentale. Lo riconosci da una frase: “guarda cosa riesco a fare adesso”. Lo dice un imprenditore che vent’anni fa scriveva codice e ha dovuto smettere per gestire l’azienda. Lo dice un CTO che ha lasciato la tastiera per le riunioni. Lo dice un product manager partito da ingegneria e finito

Le 7 posture di chi decide sull’AI
Negli ultimi due anni ho parlato con tanti imprenditori, CEO e technical leaders che si chiedevano cosa fare con l’AI. Ho fatto proposte. Ne ho sbagliate parecchie. Mentre rifacevo, ho cominciato a vedere un pattern che non mi aspettavo. Costruivo proposte solide sui contenuti. Sbagliavo perché non leggevo chi avevo davanti. Pensavo di parlare di

Due anni per abbozzare l’AI first
Quello che abbiamo imparato in IdeaTech. Le grandi rivoluzioni tecnologiche del passato — vapore, elettricità, informatica, internet — hanno una proprietà che diamo per scontata: sono sempre state veloci per i mercati, ma lente per le persone. La prima, quella del vapore, è durata un secolo. Chi era cocchiere è morto cocchiere. Le nuove leve

Abbiamo provato a fare tutto in una volta. È stato un disastro.
Avevamo già Slick: processi strutturati che funzionavano. E quando hai una base solida, la tentazione è naturale: prendi ogni blocco e ci metti sopra l’AI. Gestione opportunità, gestione vendite, analisi software, architettura, gestione progetto, assegnazione attività agli sviluppatori, coding. Per ognuno, uno o più agenti. Il piano sembrava solido. Era un delirio. Ogni agente produceva

La cultura AI in azienda
Dall’esterno sembrava una setta… e forse all’inizio lo era un po’. Era il 2024, l’AI si era mostrata dirompente e volevo creare da subito cultura AI in IdeaTech, ma pronti-via, ho fatto l’errore classico. Ho pensato fosse utile spiegare quello che avevo scoperto, di spiegare l’AI. Sotto un nome “trendy” (Lunch with AI): riunioni, slide,

I miei appunti sull’adoption dell’AI in azienda
In più di 24 mesi di AI sul mercato ho avuto la possibilità di incontrare tante aziende e tanti team oltre ad essermi dovuto confrontare con l’introduzione ed evoluzione dell’AI in IdeaTech (e non è ancora finita…).Inizialmente ho sostenuto tutti gli approcci all’AI che mi si presentavano di fronte, proponendo progetti, soluzioni, idee. Con il

Le obiezioni all’AI sono paure travestite
Le obiezioni più frequenti quando si parla di AI in azienda: “L’AI non farà mai bene come noi (me) oggi.” “Il nostro settore è diverso…” “Ah, ma allora saremo tutti indistinguibili !?” “Aspettiamo che maturi…” “Io ho la visione a 360, l’AI no.” “Solo noi umani possiamo garantire i valori della nostra azienda.” “Alla fine

Cinquanta persone che usano bene l’AI non fanno un’azienda che usa bene l’AI
Cinquanta persone che usano bene l’AI non fanno un’azienda che usa bene l’AI. Sembra un gioco di parole. Non lo è. Ognuna di quelle cinquanta risparmia un’ora al giorno. Produce report più puliti. Chiude pratiche più in fretta. Guardi l’individuo e vedi solo miglioramenti. Poi guardi l’azienda — e il throughput non si è mosso.

Non sappiamo descrivere una foto che abbiamo davanti agli occhi
L’esperimento Facciamo un esercizio insieme. È semplice, richiede cinque minuti, e alla fine saprete qualcosa di importante su voi stessi e sul modo in cui lavorate con l’AI.Prendiamo una foto. Una qualsiasi. Una che ci piace — un paesaggio, un ritratto, una scena urbana. Qualcosa che guardiamo e pensiamo: “sì, questa mi dice qualcosa.”Ora descriviamola.

Tutti al party dell’AI
Tutti al party dell’AI. Io suggerirei di parlare del giorno dopo. “Chiedi all’AI di ricreare Salesforce.” — incredibile, dopo 40 minuti hai un CRM for free. “Rifai Jira.” — dopo 20 minuti, un ticketing system pronto. La conclusione che tutti sembrano trarre? “Il SaaS morirà!” Bel trucco. Conclusione sbagliata. Quello che nessuno sta dicendo:“”Ricrea un

AI: adulti in ritardo, ragazzi già pronti
Ho recentemente partecipato a due eventi divulgativi sull’AI che mi hanno dato la possibilità di discutere della filosofia con cui affrontare la nuova era (con AI). Il primo evento è stato un webinar nel quale, partendo dai concetti presentati nel libro che ho scritto in estate, abbiamo discusso sull’evoluzione personale e professionale grazie e a

AI Transcend Summit
Sono appena rientrato dall’“AI Transcend Summit” a Istanbul, dove ho raccolto segnali interessanti sulla comprensione e l’adozione dell’AI da parte di circa 150 imprenditori da tutto il mondo. Quello che ho visto è questo: Quello che avrei voluto trovare, ma non ho trovato, sono stati: Eppure, proprio questi ragionamenti sul transitorio e sul nuovo equilibrio dovrebbero guidarci nell’immaginare

Ho scritto un libro
Prompt Engineering: Il Nuovo Skill – Manuale di sopravvivenza (e successo) nell’era dell’intelligenza artificiale Ho deciso di mettere nero su bianco ciò che ho imparato in questi anni studiando, sperimentando e applicando il prompt engineering per migliorare le performance mie e del team di IdeaTechNon è un saggio teorico: è un manuale da campo, nato da

Cosa non è il prompt engineering
NON è fare domande più lunghe. Scrivere 500 parole di prompt non ti garantisce risultati migliori. Anzi, spesso peggiora tutto.NON è usare un linguaggio tecnico. Non devi imparare termini complicati o jergo da programmatore. L’AI capisce il linguaggio normale.NON è una formula magica. Non esiste il “prompt perfetto” che funziona sempre. Ogni situazione richiede un

Il prompt engineering non è magia.
Il prompt engineering non è magia. È metodologia. Lavorare bene con l’intelligenza artificiale significa imparare a formulare richieste chiare, strutturare il dialogo con i modelli e guidare il processo verso risultati utili e affidabili. Non si tratta di trucchi, ma di metodo. Con il giusto approccio è possibile: Il futuro non appartiene a chi usa