«L’AI l’ho data a tutti. Adesso mi sistema l’azienda.»
A dirlo è Aldo, che l’azienda l’ha costruita, la borsa frigo portata da casa perché al bar costa tutto il triplo. A rispondere è Rocco, l’esperto dell’ombrellone accanto, che gli dà ragione prima ancora che finisca. «Bravo. Mettila su tutto, come il sale.»
Aldo non deve convincere nessuno. Cesare, che di mestiere fa il CEO ed era seduto lì l’altro giorno, in consiglio qualcosa doveva portarlo: un vincolo scomodo, e l’unico momento in cui una persona è costretta a dire cosa vuole ottenere. Aldo risponde solo a se stesso. Decide lunedì mattina e parte. È il motivo per cui quell’azienda esiste, ed è anche il motivo per cui nessuno gli farà mai quella domanda.
Prima di dire dove sbaglia lui devo dire dove ero io. Vent’anni dentro il software, e questa scena l’ho vista decine di volte. Mancava un processo, si comprava il gestionale. Arrivava il gestionale, e il processo continuava a non esserci: c’era solo un posto ordinato dove scrivere i dati del disordine. Il software non imprime un metodo dove il metodo non c’è. Al massimo lo registra.
Con l’AI vale la stessa legge, e c’è un’aggravante. Il gestionale, almeno, un modo di lavorare te lo imponeva: rigido, spesso sbagliato, ma uno solo per tutti. L’AI non impone niente. Prende la forma di quello che già fai. Non sistema il processo che manca: lo fa correre così com’è.
Guarda cosa succede. Le persone hanno lo strumento. Alcuni si arrangiano, e la strada che trovano da soli è spesso buona. Ognuno la sua. Il lavoro che si ripete tutte le mattine resta dov’era, fatto a mano, con dentro qualche pezzo che adesso vola. Nessuno ha progettato niente. Il casino di prima è ancora lì, con più giri al minuto.
Il sale esalta quello che trova nel piatto. Non fa il piatto.
Aldo non ha comprato struttura. Ha comprato velocità, e l’ha messa sopra le cose come stavano.
La risposta non è «prima i processi, poi l’AI»: è la frase di chi vuole rimandare di due anni. Non serve rifare il menù. Prendi un lavoro solo, di quelli che tornano tutte le settimane: le offerte, i solleciti, i rapporti di intervento. Decidi come si fa, una volta, e scrivilo pensando già all’AI.
Prima il piatto. Poi il sale.
