Il Deluso

Sette posture davanti all’AI: Il Deluso.

Ho visto da vicino un’azienda meccanica di successo portare l’AI nell’Ufficio Tecnico. Il direttore generale, un innovatore convinto, aveva ingaggiato una start-up universitaria e messo sul tavolo un budget importante. Tutto sembrava in ordine.

Sotto la superficie, le aspettative non erano allineate. I tecnici pensavano che l’AI servisse ad aiutarli a fare meglio il loro lavoro. La direzione pensava servisse a rendere i commerciali autonomi dall’Ufficio Tecnico nella redazione delle offerte. Due progetti completamente diversi sotto lo stesso nome. Nessuno li aveva mai messi a confronto. Il fornitore, probabilmente, il malinteso non l’aveva nemmeno visto. O pensava si sarebbe risolto strada facendo.

Risultato: la soluzione non l’ha usata nessuno. Né i tecnici, né i commerciali. Mesi di lavoro e un budget importante, e la conclusione è stata una frase sola: “Per noi non funziona.”

Ma il Deluso non è quell’azienda. È una postura, e quel progetto ne è solo un esemplare. La riconosci nel professionista che ha provato ChatGPT su una cosa, ne è uscito male, e ha chiuso: “non fa per me”. Nel manager il cui progetto pilota è naufragato e che ora blocca ogni nuova proposta. Nell’imprenditore che dopo un fornitore sbagliato non si fida più di nessuno. Situazioni diverse, lo stesso gesto: ha investito, si è scottato, e ha trasformato il fallimento in una sentenza sulla tecnologia.

È comprensibile. Quando ti sei esposto, hai chiesto risorse, hai promesso un risultato, è naturale chiudere la ferita con una diagnosi netta. “Non funziona” è più dignitoso di “non l’abbiamo gestita”. E di “non ci siamo capiti tra di noi”.

Il punto cieco è esattamente lì. Quello che ha fallito non era l’AI. Era il disegno. Nell’azienda meccanica, tre posizioni diverse intorno allo stesso progetto, ognuna convinta di averlo capito: il direttore innovatore, i tecnici sicuri di essere i destinatari, i commerciali che avrebbero dovuto cambiare mestiere senza saperlo. E un fornitore che ha portato uno strumento dove serviva prima un patto. “Per noi non funziona” chiude la pratica. È comoda. È definitiva. E quasi sempre archivia la cosa sbagliata.

Se sei deluso, la delusione è legittima. Lasciala passare. Ma prima di trasformarla in sentenza, vale la pena andare a fondo e capire cosa ha fallito davvero. Poi riprova, con un altro approccio.

La sentenza chiude la porta. La domanda la tiene aperta.

P.S. Dopodomani racconto Il Sovrano. Quello che dell'AI vede prima di tutto quello che si può perdere.
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