Gli Amici Di Rocco

Gli amici di Rocco

«In CDA vogliono l’AI. Io cosa porto, di preciso?»

«Il POC andava benissimo. Poi l’abbiamo acceso davvero.»

«Voglio il configuratore. In fondo è un listino con la parlantina.»

«Io la do a tutti, a pioggia. Più roba fatta, stesse persone.»

L’unico che non parla è Rocco.

Ferragosto, la stessa spiaggia di tutta l’estate. Sono arrivati gli amici, quelli che in azienda ci stanno tutto l’anno, e sotto l’ombrellone è successa una cosa mai vista da giugno: Rocco tace. Non perché non sappia cosa dire: ha passato l’estate a imparare le parole, adesso le sa tutte e si sente pronto a dare consigli. Ha già l’indice alzato. Solo che parlano in quattro, e chi il primo settembre deve decidere davvero non aspetta il suo turno.

Ma il dettaglio che conta, ascoltandoli, è un altro ancora. Parlano uno sopra l’altro e dicono tutti la stessa parola.

Cesare, il CEO: i suoi gli chiedono l’AI, e lui non sa cosa rispondere.
Tecla, la CTO: deve metterla a terra, e l’ultimo POC è morto acceso.
Sara, la direttrice vendite: vuole il configuratore, e l’ha già venduto a se stessa.
Aldo, l’imprenditore: la vuole a pioggia, per fare di più con le stesse persone. Dice.

Quattro problemi che non si assomigliano in niente. Un vocabolario identico.

Ed è la trappola di fine estate. Le parole ormai le sappiamo: le abbiamo smontate una alla volta negli articoli precedenti. Il rischio vero è usarle per semplificare problemi che semplici non sono. Capire l’AI troppo in fretta fa più danni che non capirla affatto.

Nelle prossime settimane non smontiamo altre parole. Smontiamo le soluzioni, e le prendo in ordine di prezzo. Le prime, se sbagli, ti costano una riunione. Le seconde te le ritrovi tutte le mattine dentro un processo. Le ultime le scopre il tuo cliente.

L’unica soluzione sbagliata di sicuro è quella che va bene per tutti.

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