Sono appena rientrato dall’“AI Transcend Summit” a Istanbul, dove ho raccolto segnali interessanti sulla comprensione e l’adozione dell’AI da parte di circa 150 imprenditori da tutto il mondo.
Quello che ho visto è questo:
- una fetta non trascurabile di imprenditori non usa l’AI nemmeno per scopi personali
- una parte molto grande (direi oltre il 50%) la usa in modo molto primitivo: “chiedo a ChatGPT di scrivere di più e meglio”
- solo una minoranza la usa in modo davvero efficace, moltiplicando in modo serio la propria produttività 💡
Quello che avrei voluto trovare, ma non ho trovato, sono stati:
- idee o esperienze di adozione dell’AI in azienda in modo davvero processualizzato
- idee o esperienze credibili su cosa ci aspettiamo dopo questo periodo transitorio
Eppure, proprio questi ragionamenti sul transitorio e sul nuovo equilibrio dovrebbero guidarci nell’immaginare come affrontare un mondo in cui, potenzialmente, tutti gli individui e tutte le aziende avranno moltiplicato la propria produttività grazie all’AI.
Domande scomode ma necessarie:
- per chi verranno prodotti e a chi verranno venduti tutti questi prodotti aggiuntivi?
- ci sarà una ridondanza di manodopera?
- e chi dovesse risultare “ridondante”, che ruolo avrà, che spazio troverà? 🤔
Una cosa, per me, oggi è certa:
siamo ancora nella fase di aumento della produttività individuale, mentre la velocità di adozione dell’AI in modo strutturato all’interno delle aziende è tutt’altro che elevata.
